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Diritti al Centro – Profughi siriani

Mentre prosegue il progetto di emergenza iniziato nel 2014, Vento di Terra insieme a Fonte di Speranza, ampliano la loro attività nei campi profughi siriani informali, in cui la situazione rispetto a igiene e sicurezza è sempre molto precaria.

Proseguono gli interventi riguardanti la potabilizzazione dell’acqua, l’accesso ai servizi sanitari e l’educazione e, da settembre 2015,  è partito un nuovo progetto per il supporto psico-sociale dei minori e delle famiglie siriane rifugiate in Giordania. Verrà ampliata l’offerta educativa per i minori e mettermo in moto servizi sanitari rivolti soprattuto alle donne in stato di gravidanza.

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Di seguito un po’ di dati e il progetto, tratti dal sito ventoditerra.org

Un po’ di dati

Sono oltre 3.960.000 le persone che hanno lasciato la Siria dall’inizio della guerra nel 2011, che tutt’ora affligge il Paese, cercando asilo nei paesi confinanti. Si tratta di uno dei più grandi esodi di rifugiati della storia recente, ad oggi non ancora terminato.I numeri sono sempre più allarmanti: si contano più di 100.000 morti e 2 milioni di rifugiati, di cui 1 milione bambini. Oltre il 97% dei rifugiati siriani vengono ospitati dai Paesi confinanti e questo comporta un peso non indifferente sulle infrastrutture, l’economia e la società dei paesi stessi.

Secondo l’UNHCR i rifugiati siriani in Giordania sono 629.200 (stima aggiornata al Luglio 2015).
La maggioranza dei rifugiati si trova nella parte Nord del Paese, con una particolare concentrazione nel Governatorato di Mafraq (155.000 persone), Irbid (141.000 persone), Amman (165.600 persone) e Zarqa (50.000 persone).

I primi “richiedenti” sono giunti all’inizio del 2012, trovando una calda accoglienza. Il problema è che in breve un rivolo si è trasformato in torrente, quindi in un fiume in piena. Ora la Giordania, la cui popolazione di 6,3 milioni è per il 60 % di origine palestinese, ospita oltre 600 mila rifugiati siriani.

Il Governo Giordano ha mantenuto sino ad ora la sua politica di frontiere aperte, e i rifugiati continuano ad arrivare con un flusso stimato attorno alle 1.000 nuove persone al giorno.


Diritti al Centro – il nuovo progetto a favore dei rifugiati siriani in Giordania

Più di 2.000.000 di bambini siriani sono in fuga dalla guerra. Aiutiamoli ad avere una vita da bambini

Nella condizione di totale precarietà in cui si trovano i bambini profughi, è fondamentale offrire un supporto di tipo educativo, così che non interrompano per un periodo troppo prolungato il contatto con la scuola. Il progetto intende fornire ai minori un punto di riferimento pedagogico, in grado di valorizzare le risorse interne alle comunità. Si propone di ampliare l’offerta di servizi di assistenza primaria nell’area di Mafraq, garantendo offerta educativa di base a 120 minori, bambini e bambine in età scolare appartenenti alle famiglie in grave stato di disagio.

Nuovi spazi verranno attivati in aggiunta a quelli già gestiti dal partner JRO, in modo da ospitare due nuove classi, uno sportello di supporto psico-sociale, un ufficio destinato al personale, ed un’area polivalente per incontri di gruppo.

Lo staff del centro sarà composto da quattro educatori/insegnanti, una assistente sociale, uno psicologo esperto in PTSD, e personale ausiliario addetto alla gestione e manutenzione degli spazi e del materiale. Lo staff sarà integrato da volontari locali, formati tramite training mirato. Il coinvolgimento di volontari amplierà le potenzialità dell’azione pedagogica e il numero dei minori seguiti.


Il Centro proporrà lezioni di Arabo, inglese, matematica e storia. Inoltre, sarà attivato un modulo mirato all’educazione alla salute: igiene personale, norme igieniche di comunità, conservazione e uso dell’acqua. Oltre alle lezioni tecniche, saranno organizzati laboratori creativi come cartonage, drammatizzazione, story telling, giochi di ruolo, in modo da favorire attraverso momenti ludico-ricreativi l’elaborazione dei traumi.

Considerate le drammatiche condizioni economiche in cui si trovano i minori delle famiglie più povere e marginalizzate, il progetto prevede la distribuzione ai bambini di un kit didattico. Il kit includerà zaino, divisa, materiale scolastico vario. Inoltre, data la scarsità di beni alimentari e le emergenti situazioni di malnutrizione, ai minori frequentanti il centro verrà garantita una merenda scolastica.

Per garantire accessibilità al servizio, verrà garantito un sistema di trasporto per e dal centro, così da poter coinvolgere anche i minori che vivono nelle aree più isolate dei campi profughi informali.

Parallelamente, il progetto è teso alla realizzazione di campagne di educazione all’igiene ed alla prevenzione di base, sviluppando il lavoro proposto dall’equipe educativa con gli utenti del servizio educativo. Si tratta di comunicare norme fondamentali di comportamento, per contrastare la diffusione dei virus, dei batteri e dei parassiti nei campi. Particolare attenzione, verrà posta nell’assistere le donne in stato di gravidanza. Nonostante le condizioni di vita, il tasso di natalità tra i profughi si mantiene molto alto. Il progetto si propone di creare una rete con l’ospedale attivato dalla Cooperazione italiana nel Campo di Zaatari per favorire il monitoraggio a costi contenuti delle partorienti.

Un’assistente sociale esperta verrà incaricata di gestire lo sportello di supporto familiare e le attività di sensibilizzazione ad esso collegate. Il programma delle attività verrà elaborato ed implementato in sinergia con tutti gli altri attori del progetto, in particolare lo staff educativo e lo psicologo.

Obbiettivi progetto
Supporto per le comunità di rifugiati di 5 accampamenti informali nei Governatorati di Balqa, Irbid (Valle del Giordano) e Mafraq.

  • assistenza sanitaria (in particolare per minori e anziani e donne in stato di gravidanza)
  • educazione scolastica e recupero psicologico dei minori
  • approvvigionamento di acqua per gli accampamenti
  • supporti abitabilità accampamenti (tende, materassi, coperte)

Il progetto mira a garantire standard minimi per accesso all’acqua potabile, abitabilità, accesso alle strutture sanitarie e scolastiche.
Particolare attenzione sarà dedicata ai bisogni dei minori presenti nei campi, con supporto educativo, didattico e di socializzazione.

Beneficiari del progetto
Il progetto è rivolto a gruppi di famiglie siriane dei campi informali, oggi senza diritti e assistenza. Il principale problema dei campi informali in Giordania riguarda i servizi e l’assistenza. I bambini non vanno a scuola e tra loro sono frequentissimi casi di trauma da guerra: hanno il terrore di uscire dalle tende, non riescono a socializzare, soffrono di enuresi, gli anziani e i malati non hanno alcuna assistenza.

Partner progetto
Vento di Terra – Onlus Ong
Fonte di Speranza – Onlus
OPM Chiesa Valdese
Donazioni da benefattori privati

Nota – Operatori sul campo –
Confermate le segnalazioni di UNHCR e organizzazioni umanitarie locali: particolare situazione di deprivazione e disagio per famiglie fuggite dal campo di Zaatari (causa sovraffollamento e violenze) o allontanatesi dal Governatorato di registrazione (persone senza alcun diritto ai servizi sociali e scolastici e all’assistenza medica).
Gli interventi su questa fascia di rifugiati siriani sono oggi minimi.
Molti dei rifugiati degli accampamenti informali sono a tutt’oggi privi di attrezzature e risorse di base.

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