A Bukavu, nella regione del Kivu, la malnutrizione non è un’emergenza improvvisa, ma una presenza costante che colpisce soprattutto i più piccoli e ne segna il corpo e il futuro ancora prima che possano scegliere. In un Paese dove il tasso di malnutrizione cronica grave è tra i più alti al mondo, ogni settimana nuovi bambini arrivano in condizioni critiche, spesso troppo tardi.
Il Centro Nutrizionale di Kadutu: una risposta concreta
Da ormai oltre vent’anni, siamo al fianco di Padre Querzani e dei suoi collaboratori nel Centro Nutrizionale di Kadutu, un luogo che rappresenta per centinaia di bambini l’unica possibilità di sopravvivere. Il centro accoglie oltre 250 bambini malnutriti, offrendo loro pasti nutrienti, assistenza sanitaria e un percorso di recupero che va oltre l’emergenza, coinvolgendo anche le famiglie e la comunità.
Martha, Bahati e Gentil: storie che parlano di urgenza
Ogni bambino che varca la soglia del centro porta con sé una storia diversa. Tra le ultime ci sono quelle di Martha e Bahati, due fratellini arrivati solo pochi mesi fa in condizioni di estrema fragilità, con il corpo segnato dalla fame e dalla mancanza di cure. Grazie all’alimentazione adeguata e all’assistenza ricevuta, hanno iniziato lentamente a recuperare forze, peso e salute, ritrovando anche il sorriso. Accanto a storie di rinascita come la loro, restano però anche quelle che lasciano un segno profondo, come quella di Gentil, che lo scorso anno non è riuscito a sopravvivere nonostante l’impegno instancabile di Mamma Merida e di Padre Querzani.
La malnutrizione, una questione di diritti
La malnutrizione non è solo assenza di cibo: è una violazione dei diritti fondamentali dei bambini, a partire dal diritto alla salute, all’istruzione e a una crescita dignitosa. Un bambino malnutrito si ammala più facilmente, fatica a concentrarsi e vede ridursi drasticamente le proprie opportunità future. Per questo, garantire un pasto nutriente al giorno significa prevenire malattie, favorire la frequenza scolastica e offrire una possibilità concreta di sviluppo.
“Sport contro la fame”: fare squadra per il diritto al cibo
La campagna “Sport contro la fame”, promossa da Focsiv e dal Centro Sportivo Italiano, in collaborazione con la FAO, unisce il mondo della cooperazione e quello dello sport per sostenere progetti concreti contro fame e malnutrizione. All’interno della campagna, Fonte di Speranza partecipa con il progetto “Un pasto al giorno per i bambini di Bukavu”, contribuendo a rafforzare il lavoro del Centro Nutrizionale di Kadutu.
Perché le storie di Martha e Bahati ci ricordano che intervenire in tempo può salvare una vita.
E quella di Gentil ci ricorda che non possiamo permetterci di aspettare.
Come puoi aiutare
Ogni bambino accolto al Centro Nutrizionale di Kadutu ha bisogno di un pasto, di cure e di attenzione costante. Con il tuo contributo puoi garantire pasti nutrienti, assistenza medica e un futuro più sereno a bambini come Martha e Bahati, e aiutare a far sì che storie come quella di Gentil non si ripetano.
Sostieni oggi il progetto “Un pasto al giorno per i bambini di Bukavu” e fai la differenza: anche un piccolo gesto può trasformarsi in speranza concreta.
Per saperne di più: www.sportcontrolafame.it












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