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Profughi in fuga dalle frecce date ai Pigmei

A Moba, R.D. del Congo, migliaia di profughi e feriti in fuga dalle frecce avvelenate super moderne dei primitivi Pigmei

Come mai una tribù primitiva come quella dei Pigmei è in possesso di frecce avvelenate super moderne? Contro chi le stanno usando?

Mwando Kakimba, parente di Padre Jean Marie Katentu a Moba, in R.D. del Congo, dove Fonte di Speranza ha costruito il Centro Medico, ci passa questa notizia a dir poco scioccante. Si tratta di una politica: armare il popolo primitivo dei Pigmei con moderne frecce dotate di testate plastificate e avvelenate per cacciare via gli abitanti e lasciare così spazio all’occupazione dei Tutsi (ruandesi).

Questo avviene nel grande Katanga, la regione ad ovest del Lago Tanganica  che più delle altre si è permessa di mettere in discussione il potere attuale chiedendo il rispetto della costituzione.

Facciamo un passo indietro. Già lo scorso ottobre Padre Giovanni Querzani, Missionario Saveriano a Bukavu, (da tempo legato a Fonte di Speranza e ai nostri progetti), ci raccontava del Presidente del Congo Kabila che, avvicinandosi alla fine del suo secondo mandato, dava segni di grande agitazione.

Da allora, complice anche un’amnistia creata ad hoc, sono iniziate razzie, si sono moltiplicati i reati e gli omicidi, creando i presupposti per un’occupazione militare di fatto delle piazze e dei villaggi, che ha soffocato sul nascere le pacifiche proteste e manifestazioni di dissenso dei giovani congolesi e della società civile.

Pierre Kabeza, insegnante congolese in esilio in Italia (da dove collaborando con Fonte di Speranza ONLUS continua le sue battaglie per la libertà e la democrazia nel suo Paese), a Dicembre ci ha confermato che il Presidente Kabila, senza rispettare la costituzione, ha nominato ed insediato un nuovo Governo “di transizione” che dovrebbe guidare alle nuove elezioni. Peccato che non si sappia quanto questa transizione durerà.

Nel frattempo si sono moltiplicati gli arrivi di profughi e feriti dai villaggi dell’interno verso la zona costiera di Moba, sul lago Tanganica. Gli abitanti della zona sono increduli. Come spiegarsi che un popolo primitivo come i Pigmei, che ha sempre vissuto in condizioni di arretratezza – per non dire economica, sicuramente militare – sia armato di frecce moderne, con le testate plastificate e avvelenate? In quale fabbrica le fanno? Chi li rifornisce? In questi giorni ci sono migliaia di sfollati a Moba. E la preoccupazione della gente sale: questa situazione viene interpretata come l’ennesimo tentativo di sterminare popolazioni intere, di civili che possano ostacolare i piani dei militari. Il tutto sotto lo sguardo delle milizie dell’Onu, che da sempre in queste terre ha un comportamento per lo meno “indeciso”.

Fonte di Speranza ormai dal 2004, e dalle prime notizie che Padre Giovanni Querzani ha cominciato a divulgare, racconta quello che è un vero e proprio genocidio di massa, perpetrato ai danni di popolazioni inermi, con scientifica metodicità, nell’indifferenza e nel silenzio generale di tutti i media internazionali.

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