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Amua, 10 anni: il diritto al cibo è una possibilità di vita

Il 16 ottobre, Giornata Mondiale dell’Alimentazione, ci ricorda quanto il cibo sia un diritto fondamentale. Per tanti bambini, però, avere ogni giorno un’alimentazione adeguata non è ancora una realtà. La storia di Amua lo dimostra. 

Amua ha 10 anni e viveva con la mamma, il papà e i suoi sei fratelli in un piccolo villaggio della zona di Kalehe, nella Repubblica Democratica del Congo. Una famiglia di contadini, con poco, ma unita. Poi, una notte, durante un’incursione di uomini armati, il papà di Amua è stato ucciso davanti agli occhi della sua famiglia.

Da quel momento, alla paura e al dolore si sono aggiunte la povertà e la fame. Il poco cibo disponibile doveva essere diviso tra tutti i fratelli e Amua ha iniziato a soffrire gravemente di malnutrizione. Era sempre più debole. Non riusciva più a giocare, né ad andare a scuola.

Una scelta difficile

Per salvarle la vita, la mamma di Amua ha dovuto prendere una decisione dolorosissima: affidarla alla nonna paterna, che vive a Bukavu.

La nonna conosceva Mamma Merida, che insieme a Padre Giovanni Querzani, missionario saveriano in Congo da oltre cinquant’anni, si prende cura dei bambini più fragili della città.

Così Amua è arrivata alla Casa Famiglia Tupendane. Qui ha trovato un letto sicuro, alimentazione adeguata, cure mediche e soprattutto persone pronte a prendersi cura di lei ogni giorno.

Oggi Amua sta lentamente recuperando le forze. Grazie all’alimentazione e le cure ricevute è tornata a sorridere e presto potrà tornare a scuola.

Una casa per i bambini più fragili

La storia di Amua, però, non è un caso isolato. Da oltre 50 anni la Casa Famiglia Tupendane accoglie bambini rimasti soli, gravemente malnutriti o segnati dalla guerra e dalla povertà. Per loro Tupendane significa trovare cibo, cure, protezione, istruzione e un ambiente familiare in cui tornare a essere bambini.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, la storia di Amua ci ricorda che garantire a un bambino il cibo di cui ha bisogno significa anche offrirgli la possibilità di crescere, curarsi, studiare e costruire il proprio futuro. 

Come dice Padre Querzani: “Ogni bambino che arriva a Tupendane porta con sé una storia di dolore. Il nostro compito è fare in modo che quella storia non diventi anche il suo futuro”.

Anche tu puoi aiutare.

Per continuare ad accogliere questi bambini servono alimentazione, cure mediche, farmaci, istruzione e protezione.

15 € per contribuire all’alimentazione terapeutica.
30 € per visite mediche, farmaci e cure.
40 € per contribuire all’accoglienza di un bambino.
50 € per sostenere un percorso completo di cura, alimentazione e protezione.

Amua oggi sta tornando a sorridere. Con il tuo aiuto, la porta della Casa Famiglia Tupendane può continuare a rimanere aperta per tanti altri bambini come lei.

Dona oggi una nuova possibilità a un bambino.

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