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Il progetto si realizza nel villaggio di Moba Kirungu – Provincia del Tanganyika che conta 500.0000 abitanti sparsi su 24.500 km2.

«Temo l’ecatombe perché non abbiamo i mezzi per combatterlo e perché gli africani sono costretti a uscire di casa per procurarsi il cibo», racconta anche a Repubblica il ginecologo Denis Mukwege, premio Nobel per la Pace 2018, che precisa che a farne le spese saranno soprattutto le donne: «Nei pochi ospedali attrezzati ci andranno da sole e nessuno si occuperà di loro».

Come è facile immaginare il grado di capacità statale e la disciplina sociale che servono per reprimere la malattia fanno fatica a potersi applicare in Congo e Fonte di Speranza, giovando della propria esperienza nella vincente gestione dell’Ebola in Sierra Leone nel 2014, vuole applicare un modello caratterizzato dalle seguenti azioni:

  1. Prevenzione

campagna informativa con cartelloni da affiggere per le strade, produzione mascherine (realizzate dalle mama’s del centro di taglio e cucito che hanno deciso di convertire la produzione in mascherine protettive che, seppur non essendo né certificate né monouso, tuttavia sono una valida alternativa per numerose famiglie che non hanno nessuna protezione dal contagio circa 3.000 a settimana) mettere link a video

  1. Prima cura

Presso il Centro Medico vogliamo allestire una struttura da campo ove poter dare ricovero ai casi positivi di Covid-19, in attesa che essi possano guarire o, nei casi più gravi, in attesa di essere trasportati presso l’ospedale di Kirungu. Questo consentirà, da un lato, di garantire il loro isolamento dalle proprie famiglie e, dall’altro, di preservare l’incolumità del Centro Medico il più possibile, contrastando così la diffusione del virus. Personale: 1 infermiera e 1 medico del Centro Medico

  1. Sostegno famigliare

È confermato che il Coronavirus è tanto più letale quanto maggiormente debilitato è il soggetto colpito. Poiché tante delle famiglie di Moba vivono al di sotto della soglia di povertà, per le famiglie più indigenti e per quelle che sono sottoposte a quarantena si effettuerà un servizio di acquisto e consegna di beni di prima necessità (alimenti ma anche sapone) grazie a 3 operatori dotati di moto. Il momento della consegna sarà anche l’occasione per monitorare il corretto rispetto delle norme anti-contagio e di accertamento delle condizioni di salute dei nuclei familiari visitati.