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Un saluto speciale ai donatori di Fonte di Speranza dai nostri amici nel mondo

Tutti ormai abbiamo capito che il Covid 19 non è un’emergenza solo italiana, ma mondiale, pare, infatti che ad oggi, l’unico paese ad esserne immune sia l’Antartide, per ovvie ragioni di isolamento geografico.
Sta bussando alla porta anche in Repubblica Dem. Congo, India e Sierra Leone per citare alcuni dei paesi dove siamo presenti con i nostri progetti e dove abitano i nostri partner di riferimento.

In queste settimane tutti loro hanno voluto farci sentire la loro presenza e far arrivare un abbraccio virtuale a tutti noi e voi amici di Fonte di Speranza.
Vi riportiamo degli estratti di quello che Peter Bayuku, Clementine, Shamala Baby, Mary Packiam e Padre Querzani ci raccontano in questi giorni.

Da Padre Querzani:

“La mia equipe di operai sono stati bravissimi, rapidi ed efficaci e oggi, tutti contenti, hanno ricevuto l’ultima parte della loro remunerazione.
Anche se il nostro nuovo ristorante non potrà essere subito operativo a causa delle restrizioni imposte dalle autorità per impedire il diffondersi dell’epidemia che sta minacciando anche il Congo, l’importante è che i lavori siano terminati (…) tra una settimana o due potremo comunque dare inizio alla produzione di pane nel forno artigianale vicino al quale installeremo la settimana prossima l’impastatrice, anche quella fabbricata artigianalmente ma di provata efficacia.
La minaccia del coronavirus è certamente reale, ma la gente, ormai abituata a tragedie di ogni genere, non si lascia dominare dalla paura e dal panico che non fanno altro che peggiorare la situazione. Le misure severe e restrittive promulgate dal Presidente alcuni giorni fa, anche se formalmente giuste, qui sono letteralmente in gran parte inapplicabili.
Si può sì interdire riunioni, incontri di gruppo, cerimonie religiose o civili, decretare la chiusura delle scuole ecc….ma chiudere la gente in casa, impedirle di uscire, circolare e dedicarsi ai vari lavori informali che assicurano un minimo di sussistenza in questo paese dove l’85% del lavoro è informale e gran parte della popolazione vive in condizioni di povertà incredibili, questo è assolutamente impossibile. La gente sarebbe condannata a morire di fame. Tanto meglio morire a causa di quel malaugurato virus!
Staremo a vedere come evolverà la situazione.
Ieri ai bambini del Centro Nutrizionale (che sono cerca 200) abbiamo dovuto dire che il Centro è costretto a chiudere e quindi non potranno più venire per la pappina e il tanto agognato pasto settimanale. Ma non possiamo abbandonarli alla loro triste situazione. Allora, per non penalizzarli troppo, ho detto loro di venire il mercoledì a prendere, uno a uno, la porzione (più abbondante di prima) del miscuglio di farine caloro-proteiche che porteranno a casa per preparare ogni giorno la pappina tanto necessaria. Quanto ai bimbi che si ammalano e non hanno alcun mezzo per farsi curare altrove, potranno venire nel nostro Centro dove continueremo a curarli discretamente, senza dare troppo nell’occhio.
Cercando di prendere le giuste precauzioni, il rischio di un eventuale contagio vada a farsi benedire! (…)
Povera gente, come faranno tante famiglie anche questa volta a cavarsela e a sopravvivere?

Padre Giovanni Querzani

Da Peter Bayuku Freetown/Sierra Leone:

“Cari amici miei,
seguo in Sierra Leone con preoccupazione la terribile epidemia che è scoppiata in Italia. Sinceramente sono molto preoccupato per mia moglie, per i parenti, per voi cari amici, ma anche per il Paese che sento come la mia seconda casa.
Questa malattia, anche se è meno fetente di ebola, come vedete non va sottovalutata. Quando in Sierra Leone arrivò l’ebola, per cui voi vi attivaste tanto per dare una mano alla mia gente, ci colpì terribilmente per l’ignoranza della gente, i riti tribali e le strutture sanitarie inadeguate.
Anche da voi succederà la stessa cosa se la popolazione non si atterrà e sottovaluterà le prescrizioni del governo.

Le misure che il governo sta prendendo in Italia sono simili alle nostre all’epoca: ognuno a casa sua, ogni città contaminata o no dovrebbe chiudersi, perché il virus è misterioso, può entrare ovunque in qualunque momento.
Quindi mi raccomando, voi e le vostre famiglie, abbiate molta prudenza e poco a che fare con l’esterno, perché non è ancora finita!
Infine io voglio dirvi che sono molto vicino a voi e prego per voi. Siete nei miei pensieri!
Non dimentico la vicinanza mostrata a me e alla mia gente durante l’epidemia di ebola.
Devo anche precisare che il mio governo prende molto sul serio il pericolo qui e stiamo mettendo in atto misure di prevenzione e di educazione della gente, in modo tale che, spero, se il virus arrivasse, potremo affrontare la situazione.
Vi abbraccio forte!”

Peter

Da Klementine Kabeza da Bukavu nel Sud Kivu RDC:

“Ciao Diego (…). Stiamo seguendo con attenzione tutto quello che sta succedendo in Italia con il coronavirus. Siamo solidali con il popolo italiano. Anche qui abbiamo interrotto tutte le attività scolastiche con la presenza del virus a Kigali e Kinshasa fino a nuovo avviso. Vi farò sapere quando ricominceremo. Grazie di tutto.”

Da Mary Packiam dal Tamil Nadu/India:

“(..) Preghiamo per voi tutti, specialmente per l’Italia, la Spagna e altri paesi.

(…) Siate forti in Gesù Cristo, è l’unica persona che può fermare tutto questo e distruggere questo virus.
Con amore.”

Da Shamala Baby da Chennay nel Tamil Nadu/India:

“Che triste situazione.
(…) Pregherò per voi e credo che Dio ci mostrerà misericordia.
In India la situazione sta peggiorando ed è piuttosto incerta. Nessuno sa cosa succederà dopo. Qualche morto finora, ma le precauzioni si fanno sentire. Non ho potuto andare in ufficio per una settimana e ora il nostro governo statale ha dichiarato lo stato di chiusura delle città da domani sera al prossimo annuncio.
Oggi è il mio compleanno, ma non sono potuta andare in Chiesa perché le funzioni religiose sono state interrotte.
È la prima volta nella mia vita che si verifica una situazione così triste. So che questo è il momento per l’umanità di guardare a Gesù il nostro Redentore e di allontanarci dalle nostre vie peccaminose.
Il sostentamento della povera gente ne risente molto. (…)
Amore e saluti”

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