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Bentornato a casa, Padre Querzani

È con immenso piacere che diamo il benvenuto a Padre Querzani che è arrivato in Italia!

Visto il “viaggio avventuroso” che ha dovuto affrontare vogliamo condividere con voi un estratto della lettera che ci ha inviato al suo arrivo.

“Cari Amici,

dopo molte impreviste peripezie siamo finalmente arrivati in Italia!
È stato certamente il viaggio più complicato e stressante vissuto nei miei 50 anni d’Africa!

Prima di partire abbiamo dovuto fare il test del Covid 19 a Bukavu nell’ospedale di Panzi del dott. Mukwege.
Per raggiungere Bujumbura poi non abbiamo attraversato il Ruanda – dove la strada è asfaltata e si arriva direttamente in Burundi – ma siamo passati sul territorio congolese, percorrendo gli interminabili tornanti montuosi che sfociano nella piana della Ruzizi dove da anni non passavo.
Un tempo la settantina di km che proseguono per Uvira (la città congolese frontaliera con Bujumbura) erano una bella strada, asfaltata dagli italiani prima dell’Indipendenza. Adesso invece l’asfalto in tantissimi punti non esiste più, ogni tanto, a causa delle buche e smottamenti si passa a malapena.
Per ben tre volte, dove i ponti si sono affasciati diventando intransitabili, abbiamo dovuto deviare a lato attraversando i fiumi a guado. Per fortuna, data la stagione secca, l’acqua era poca.
Un viaggio sfibrante durato più di cinque ore.

Arrivati nella nostra Casa di Kilomoni nei pressi della frontiera Burundese dove abbiamo dormito abbiamo incontrato una amara una sorpresa. Circa un mese fa il livello del Lago Tanganika si è alzato di oltre un metro e mezzo allagando le numerose abitazioni costruite sul litorale fino a ricoprire (per fortuna di poco) anche la strada che conduce in Burundi.
La nostra Casa non ha fatto eccezione ed ha subìto un parziale allagamento. Ovunque ci sono enormi pozzanghere. Una vera desolazione.

Alla frontiera del Burundi abbiamo dovuto attendere circa due ore prima di poter passare. Gli immobili degli uffici amministrativi e doganali giacevano ancora inondati e abbandonati e le pratiche doganali venivano svolte in alcuni container a lato dalla strada.
Oltre al pagamento del visto di transito ci hanno imposto di fare (probabilmente solo per sottrarci dei soldi) un altro test del Covid 19, perché quello fatto a Bukavu non lo riconoscevano.

Arrivati finalmente a Bujumbura, altra sorpresa. Siamo stati costretti a recarci al Ministero della Sanità dove, per poter prendere l’aereo, abbiamo dovuto fare un altro test del Covid 19! Di quello alla frontiera non tenevano conto. A causa di tutte queste stressanti complicazioni siamo arrivati appena in tempo per prendere l’aereo.

Speravamo che i guai fossero finiti e invece no. Sul tragitto Bujumbura – Addis Abeba una violenta tempesta ha obbligato l’aereo a ripiegare su Jibuti.
Il risultato: quando siamo arrivati ad Addis Abeba con tutto quel ritardo la coincidenza del volo per Milano era persa. Ci hanno inviato in albergo per aspettare il volo del giorno seguente alla stessa ora.

Finalmente siamo arrivati ieri mattina a Milano. Il Padre di Tavernerio era lì ad accoglierci. Tutto è bene quello che finisce bene.

Ps. Ora, nonostante i tre test negativi, siamo qui a Tavernerio in quarantena. Viviamo praticamente reclusi nelle camere che ci hanno riservato in un’ala della nostra Casa. Non so ancora quanti giorni dovremo restare qui, sembra una decina. Ci vuole pazienza. Tutto passerà e andremo avanti facendo pian pianino le cose che saranno necessarie.

Spero un po’ alla volta di potervi incontrare tutti.

Per ora solo un abbraccio …virtuale, anche se “affettivamente” vero.

Giovanni Querzani
Tavernerio (Como)”

Ecco la mappa con le tappe del  “viaggio avventura” di Padre Giovanni Querzani

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