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Konkoba: un Pozzo ed un nuovo Centro Medico

Come abbiamo avuto occasione di raccontare in un altro articolo (link) le prime settimane di novembre il nostro collaboratore e caro amico Marco è partito per la Sierra Leone per documentare lo stato dei 25 pozzi esistenti e partecipare all’inaugurazione del Pozzo e del Centro Medico di Konkoba che sono stati generosamente donati da una famiglia toscana.

Konkoba è un villaggio che, con i paesini limitrofi, ha una comunità di circa 5.000 persone, si trova a 24 km da Kabala e vi si arriva solo in jeep 4×4 anche se è necessario attraversare a piedi  il ponticello costruito con tronchi di legno.

Già a fine 2017 Peter ci aveva messo al corrente della disastrosa situazione sanitaria e della necessità di costruire un Centro Medico per poter offrire primo soccorso per le patologie più comuni come malaria, infezioni,  tagli, e soprattutto per la maternità. Infatti la mortalità delle partorienti in Sierra Leone rimane la più alta del mondo, 1.360 morti ogni 100.000 nascite di bambini vivi. Nel villaggio inoltre c’era né corrente elettrica e nemmeno un pozzo per l’accesso all’acqua sicura e non contaminata.

Peter all’inaugurazione del centro medico

Da quel giorno abbiamo immediatamente attivato la ricerca fondi tra i nostri sostenitori, fortunatamente una famiglia toscana ha sin da subito creduto in noi ed in questo progetto e ci ha sostenuto.
Grazie alla loro generosa donazione siamo riusciti ad aprire il Centro Medico l’11 novembre e qualche mese prima a rendere operativo anche il pozzo che rifornisce di acqua pulita tutto il villaggio.

Il giorno dopo l’inaugurazione c’è stata la prima nascita, la piccola Enza e poi un altro bimbo ancora…

Ora il centro è funzionante, ma ha una scarsa dotazione di farmaci rispetto al suo fabbisogno, le infermiere sollecitano, inoltre, la necessità di avere dei pannelli solari per poter far funzionare un frigorifero dove conservare vaccini.

È necessario anche mettere a disposizione del personale medico, che non risiede nel villaggio di Konkoba, un alloggio dove poter abitare per rendersi sempre disponibili in caso di urgenza.

A sinistra le due infermiere, a destra un’infermiera che fa test malaria ad un bambino… positivo purtroppo
A sinistra un bambino dopo essere stato medicato, a destra persone in attesa al centro medico.

Come sapete la nostra filosofia è quella di lavorare con gli abitanti e con le associazioni locali perché vogliamo arrivare laddove le grandi associazioni non riescono ad arrivare. Senza intermediazioni.  E questo è possibile solo unendo gli sforzi ed i contribuiti di tanti.

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