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Perché per avere una bambina devo rischiare di morire?

“Perché per avere una bambina devo rischiare di morire?”

Questa è la domanda che molte donne nella Repubblica Democratica del Congo si sono sentite costrette a porre.

Una domanda che non dovrebbe esistere.

Eppure, ogni anno, in questo Paese, più di 240.000 donne e bambini muoiono a causa di complicazioni durante parti non assistiti, spesso in condizioni igieniche estreme.

Una tragedia silenziosa che si consuma lontano dai riflettori.

Una realtà difficile da immaginare

Immagina una donna in travaglio, da sola, in una capanna di fango e paglia.
Immagina un parto senza un medico, senza strumenti sterili, senza aiuto.

Immagina il rischio concreto che una vita – la sua o quella del bambino – si interrompa nel momento in cui dovrebbe iniziare.

Questa è la realtà per molte mamme nei villaggi più isolati.

A volte, per arrivare all’ospedale più vicino, bisognerebbe percorrere 45 chilometri a piedi o con mezzi inesistenti.
Una distanza che, troppo spesso, si traduce in una condanna.

La risposta: il Dispénsaire Maternité di Kemba

Per cambiare questa realtà, grazie al sostegno di tante persone, è stato costruito il Dispénsaire Maternité di Kemba.

Un luogo semplice, ma fondamentale. Qui le donne possono:

  • fare visite prenatali
  • partorire in sicurezza
  • ricevere assistenza qualificata
  • accedere a vaccinazioni e cure per i neonati

Un luogo che trasforma la paura in fiducia. Un luogo che salva vite.

Un cambiamento reale

Grazie a questo centro, il tasso di mortalità materna e neonatale è diminuito in modo significativo.

Tutte le mamme e i bambini nati lo scorso anno nel centro sono vivi e in salute. Un risultato che non è un punto di arrivo, ma un impegno da proteggere.

Il tuo aiuto fa la differenza

Oggi, il rischio è tornare indietro.

Il personale sanitario del centro ha bisogno di sostegno per continuare a garantire:

  • assistenza medica
  • parto sicuro
  • vaccini salvavita
  • cure essenziali

Con circa 20 euro puoi contribuire a garantire un parto sicuro.

Poco per noi.
Tutto per una madre e per suo figlio.

Il 7 aprile, Giornata Mondiale della Salute, ci ricorda che la salute non è un privilegio, ma un diritto.

Ma per molte donne nel mondo, questo diritto è ancora lontano.

Sostenere il centro di Kemba significa dire NO a una strage ingiusta.
Significa dire SÌ alla vita.

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