Blog

Covid in India: una catastrofe annunciata?

Dalla nostra referente in Tamil Nadu, Mary Packiam

Ogni giorno, ci si sveglia con il terrore che qualche parente o conoscente si infetterà e probabilmente morirà perché non c’è modo di curarsi…” 

Da quando è scoppiata questa seconda devastante ondata di contagi in India, siamo in contatto telefonico giornaliero con la nostra referente Mary Packiam. I volontari che operano nei villaggi nei nostri progetti e all’orfanotrofio dove abbiamo attivato il sostengo a distanza, stanno tutti bene, anche se gli ultimi aggiornamenti sulla diffusione dei contagi sono davvero drammatici in Tamil Nadu e in particolare a Chennai.

Mary era particolarmente sconvolta durante l’ultima conversazione perché colpita molto da vicino dalla tragedia. In un solo giorno cinque suoi parenti sono venuti a mancare a causa del Covid, persone relativamente giovani (non superavano i 50 anni di età) che purtroppo non hanno potuto accedere alle cure intensive in ospedale per mancanza di posto.

COVID IN INDIA: DATI E CAUSE

Solo nella scorsa settimana si sono registrati intorno ai 340.000 casi al giorno, con un tasso di contagiosità circa 20 volte maggiore rispetto a due mesi fa. In media si sono contati circa 2.600 morti al giorno, numero che peraltro si ritiene piuttosto sottostimato. Le strutture sanitarie nazionali sono al collasso, mancano i letti e l’ossigeno, il personale è allo stremo. Le persone chiedono di essere salvate, pregano, si riversano in strada in cerca di ossigeno, di ogni tipo di aiuto. Il personale sanitario cerca di curare quante più persone possibile, ma non ci sono risorse sufficienti.

È la catastrofe che tutti temevano fin dall’inizio della pandemia ormai quindici mesi fa: un’esplosione del numero dei casi con ospedali al collasso, pazienti che muoiono per mancanza di ossigeno e un governo travolto dalla tragedia. Questo è lo scenario che si è concretizzato in India.

E pensare che a febbraio c’era stata una dichiarazione di vittoria della nazione nei confronti del coronavirus, si parlava di “immunità di massa”, il lockdown era stato rimosso e alle persone era stato consentito di tornare ad una vita praticamente normale. Il Governo aveva autorizzato i raduni di tipo religioso con migliaia di persone e l’organizzazione di grandi eventi politici per le elezioni previste in alcuni stati indiani nonostante la presenza di focolai importanti in diverse regioni e nonostante la previsione degli scienziati dell’imminente arrivo di una seconda ondata di Covid-19. La situazione sembrava a tal punto sotto controllo che addirittura alcune strutture ospedaliere Covid, con letti ed attrezzature erano state smantellate e era stato diminuito lo stoccaggio di letti, respiratori e ossigeno.

Il messaggio era che si potesse tornare ad una vita “normale”, assumendo comportamenti non compatibili con l’emergenza pandemica: nessun distanziamento sociale e il non utilizzo della mascherina. Tendenzialmente, si è abbassata la guardia. A marzo, la situazione ha preso decisamente un’altra piega.  Più di 6 milioni di contagi nel solo mese di aprile.

Si ritiene che la causa sia dovuta alla combinazione dei motivi sopra citati: il comportamento delle persone, un aumento della mescolanza sociale, ma anche la presenza di nuove varianti del virus. Ma mentre l’infezione continua ad essere completamente fuori controllo il suo impatto sulla vita delle persone più povere diventa sempre più drammatico. In un Paese che già contava 190 milioni circa le persone denutrite prima della pandemia, questa ha lasciato molte famiglie senza una fonte di reddito.

COVID IN INDIA: LOCKDOWN E AIUTI UMANITARI

Mary ci ha comunicato che dal 10 maggio al 24 maggio sarà rintrodotto il lockdown totale in Tamil Nadu e in gran parte del Paese per cercare di arrestare il contagio. Si sta incentivando la vaccinazione migliorando l’organizzazione della campagna e aumentando la produzione dei vaccini.

Nel frattempo il Paese ha chiesto aiuto e gli aiuti stanno arrivando da tutto il mondo: respiratori, ossigeno e materiale necessario per far fronte a questa seconda drammatica ondata. Per un paese che si considerava la “farmacia del mondo”, con una grande industria farmaceutica che ricopre un ruolo di primo piano nella vaccinazione mondiale, il colpo è durissimo. La crisi sanitaria indiana rischia di avere conseguenze anche altrove, perché l’industria indiana sarà costretta a esportare meno vaccini per un aumento della richiesta interna, soprattutto in Africa.

Ancora una volta appare evidente a tutti che una pandemia mondiale viene sconfitta solo quando è debellata ovunque. Aiutare l’India e qualsiasi altro paese in difficoltà è indispensabile per lasciarci alle spalle questo temibile virus. Speriamo di ricevere prossimamente notizie migliori.

Scopri di più

    • In Tamil Nadu contro il Covid 19

      Siamo in contatto diretto via whatsapp con la nostra referente locale, Mary Packiam dell’organizzazione Horizon Welfare (la vedete nella foto in ufficio). Riportiamo di seguito le informazioni sulla situazione in India nella regione del Tamil Nadu.
      €5,00 donated

Commenta

PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com