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Che Pasqua ci aspetta?

A CAUSA DELL’EPIDEMIA COVID19 E DELL’EMERGENZA SANITARIA CHE HA FLAGELLATO IL NOSTRO PAESE, E SI STA DIRIGENDO ORA ANCHE VERSO IL CONTINENTE AFRICANO, SARÀ QUESTA UNA PASQUA DEL TUTTO ANOMALA

Vogliamo essere vicini e portare serenità a tutti i nostri amici e sostenitori condividendo con voi la lettera di auguri di Padre Querzani.

Speriamo che dopo tali sofferenze riusciremo tutti a recuperare la serenità per affrontare un futuro ricco ancora di gioie e soddisfazioni.

Chi è per noi

Padre Giovanni Querzani

Originario di Brisighella, è stato ordinato sacerdote nel 1968. Dopo aver conseguito un diploma in Belgio in medicina tropicale, è partito per il Congo dove da decenni si occupa dei bambini e delle loro mamme. Opera nella zona di Bukavu, vicino al confine col Ruanda, dove ha messo in piedi una serie di iniziative sanitarie e di sviluppo economico per aiutare le persone più in difficoltà a rimettersi in piedi.

L’incontro con Fonte di Speranza avviene nel 2006 e da allora, grazie ai nostri sostenitori, portiamo avanti moltissimi progetti: il centro nutrizionale per bambini colpiti da malnutrizione; la casa famiglia Tupendane; il Centro Sociale Tusaidiane per l’insegnamento del taglio e cucito a mamme con bimbi malnutriti; la costruzione di casette per chi non ha accesso nemmeno a una capanna.

“Cari amici e benefattori di Fonte di Speranza,
in prossimità della Festa di PASQUA che quest’anno avrà connotati inconsueti e del tutto imprevisti, mi viene spontaneo inviarvi questo messaggio che vuole essere di vicinanza, di conforto, di speranza e di riconoscenza.

Stiamo attraversando a livello mondiale una terribile calamità e un duro momento di prova a causa della virulenta epidemia di coronavirus che si sta espandendo ovunque.

L’Italia è purtroppo uno dei Paesi finora più colpiti, sia per numero di contagi che di vittime. Spero di tutto cuore che non ce ne siano state nelle vostre famiglie.

Nel caso si fosse verificato, vorrei esprimere alle persone in sofferenza la mia più sincera e più intensa partecipazione al loro dolore.

Seguo con trepidazione ogni giorno le notizie dell’evoluzione di questa epidemia con la speranza che le drastiche misure adottate, che hanno letteralmente sconvolto tutte le normali abitudini di vita, possano risultare sempre più efficaci e provocare sia pur progressivamente l’estinzione di questa odiosa epidemia.

Ci siamo uniti tutti con commossa partecipazione alla preghiera, in gran parte silenziosa ma intensa e accorata, del Papa sabato sera 27 marzo.

Nonostante il mito orgoglioso dell’onnipotenza della scienza e della tecnica che ormai sembrava dominare il mondo, ci siamo ritrovati impotenti riacquistando coscienza della nostra fragilità umana. L’apporto della Fede, per chi ha la fortuna di averla, si rivela a questo punto più che essenziale per non essere travolti dallo smarrimento totale e dall’angoscia.
Vorrei assicurare a tutti il mio e nostro ricordo nella preghiera.

Nella mia comunità missionaria qui a Bukavu abbiamo appena fatto anche noi una novena con tanto di adorazione eucaristica (come ha fatto papa Francesco) durante la quale abbiamo pregato per tutti. Anche noi in Italia, nella nostra Casa Madre di Parma, dove sono concentrati tanti Padri anziani reduci, il più spesso per ragioni di salute, dalle varie missioni sparse nel mondo, abbiamo pagato a questa malaugurata epidemia un pesante tributo di ben 18 decessi.

Il pericolo del contagio ha già raggiunto 46 Paesi dell’Africa e incombe anche su di noi qui in Congo. Per ora l’epidemia resta confinata soprattutto nella capitale Kinshasa, un’immensa e caotica megalopoli di più di 12 milioni di abitanti, dove i contagi e anche i decessi si stanno moltiplicando creando, come ovunque, grande paura e sconcerto.

Nel tentativo di arginare l’espansione dell’epidemia, il Presidente ha decretato l’isolamento della capitale interdicendo tutti i viaggi e gli spostamenti. Poco prima aveva decretato tutta una serie di misure che andavano dalla chiusura di scuole e università, all’interdizione di tutti gli assembramenti di persone, comprese le funzioni religiose e alla raccomandazione dell’osservanza delle necessarie misure igienico-sanitarie necessarie per potersi proteggere.

Il Governatore della Provincia di Kinshasa si era spinto fino a decretare il “confinamento” intermittente della popolazione, cioè l’obbligo a tutti di stare per quattro giorni “confinati in casa” e i due giorni successivi la possibilità di poter uscire per fare le provviste alimentari. Ha dovuto annullare il giorno stesso quest’ordinanza per paura di scatenare violente rivolte. Questa misura, infatti, condannerebbe gran parte della popolazione, che vive in condizioni di grande povertà e sopravvive grazie ai piccoli lavoretti informali che gli permettono di guadagnare quattro soldini per poter mangiare, si e no, una volta al giorno, a morire di fame.

La situazione è quindi anche qui da noi notevolmente critica.
L’avvicinarsi della santa Pasqua, anche se quest’anno sarà totalmente spoglia di funzioni religiose con la partecipazione dei fedeli, resta tuttavia una sorgente di grande consolazione e di incrollabile speranza. “Non abbiate paura”, ha detto Gesù Risorto, “Io ho vinto il mondo. Sarò con voi fino alla fine dei tempi”!

Personalmente, a meno ché non me lo impediscano ufficialmente, continuerò il mio servizio a favore dei bambini vulnerabili che abbiamo nel nostro Centro di Assistenza a Kadutu (attualmente sono 43: una grande famiglia!), e in maniera diversa, data l’interdizione degli assembramenti di persone, a favore dei bambini denutriti del nostro Centro Nutrizionale dove sono più di 200 e certamente aumenteranno. Abbiamo pensato di farli venire alla spicciolata ogni mercoledì a prendere, con precauzione e in tutta fretta, il quantitativo adeguato di farina coloro-proteica già preparata in sacchetti in modo che possano preparare a casa loro ogni giorno la pappina che li aiuterà a combattere la denutrizione.

Questo è un momento speciale di solidarietà, di coraggio e di testimonianza che ci permette non si “perdere”, ma di “ottenere” la vita. Quella vera.

La riconoscenza mia e di tutti questi bambini è intatta nei vostri confronti e conserviamo un ricordo indimenticabile per ciascuno di voi che continueremo ad esprimere nella preghiera.

Buona Pasqua a tutti e i nostri saluti pieni di gioiosa gratitudine.

P. Giovanni Querzani
Bukavu (R.D.Congo)

Dai speranza a

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